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Sorgenti termali, acque sacre degli Etruschi e dei Romani

Sono molti i turisti che giornalmente, in ogni periodo dell’anno, scelgono di visitare la Tuscia per rilassarsi nelle sue prestigiose sorgenti termali. Il territorio, infatti, è noto per possedere uno dei bacini idrominerali e idrotermali più ricchi d’Italia, tanto da aver conquistato, nell’antichità, un posto speciale nel cuore di Etruschi e Romani.

Le acque termali, ricchezza degli Etruschi e dei Romani

I primi a scoprire i benefici delle sorgenti termali furono proprio i cosiddetti “Tirreni”, altro nome che venne affibbiato agli Etruschi poiché apparentemente provenienti dal Mar Tirreno. Pare sia loro, addirittura, il primato di essere stati il primo popolo a sviluppare dei veri e propri “percorsi benessere”, con tanto di pediluvi alla menta e luppolo, scrubs al sale marino e argilla e molti altri trattamenti che venivano associati ai momenti di relax e intrattenimento presso le molteplici sorgenti termali del territorio.

Gli stessi Romani appresero da loro queste pratiche e usanze, rendendo le sorgenti termali il fulcro della loro espansione nel centro Italia, così come ci raccontano bene le più grandi strade a loro attribuite, come la Cassia, tutte realizzate mettendo in collegamento sorgenti termali che venivano sfruttate come punto base di sviluppo dei loro Castrum.

Oggi, i molti siti archeologici presenti nella Tuscia ci ricordano come tali sorgenti fecero la fortuna di questi antichi popoli. Località come Ferento, Vulci, Orte e l’area di Castel D’Asso nei pressi di Viterbo, sono esempi perfetti di come le antiche popolazioni del Viterbese scelsero saggiamente dove insediarsi.

La ricerca della purificazione nel Medioevo

Anche nel medioevo le sorgenti termali della Tuscia non mancarono di attirare nutrite schiere di visitatori. In particolare, le fonti sorgive sulfuree erano per i pellegrini della Via Francigena degli ottimi luoghi di ristoro per rigenerarsi dal lungo viaggio intrapreso per raggiungere la Città Santa.

Non a caso, tra il 1257 e il 1281, la città di Viterbo divenne sede pontificia. Gli stessi papi, infatti, come Papa Alessandro IV, scelsero accuratamente l’odierno capoluogo della Tuscia per le sue caratteristiche. Ancora, Papa Niccolò V scelse le sorgenti locali per trovare giovamento dei suoi mali e rese ancora più celebre l’intera zona edificando prestigiose strutture.

Più tardi, anche il grande pittore Michelangelo non mancò di visitare le sorgenti termali del Viterbese, così come testimoniano alcuni suoi bozzetti che ritraggono, per esempio, le terme del Bacucco, situate lungo la strada che porta al Lago di Bolsena.

Le acque termali oggi

Ancora oggi, le sorgenti termali rappresentano un vero e proprio tesoro per l’intera Tuscia, tanto da aver più volte fatto pensare agli stessi viterbesi di trasformare il nome del capoluogo in Viterbo Terme.

I “romani moderni” ancora oggi sono tra i più assidui frequentatori delle terme locali, pubbliche e private, in particolare quelle di Viterbo e di Orte. Esempio perfetto di questa tradizione turistica, è sicuramente rappresentato dall’Hotel Salus Terme, struttura ricettiva d’eccezione che offre, oltre al relax unico datoci dalle sorgenti termali, anche prestigiose camere, trattamenti e percorsi benessere tutti da scoprire.

La posizione privilegiata, alle porte del capoluogo, rende l’Hotel il luogo ideale da dove partire per andare alla scoperta del territorio circostante. Poco distante, infatti, troviamo la necropoli di Castel D’Asso, il sito archeologico di Ferento e il Bulicame, sorgente termale naturale che venne citata anche dal Sommo poeta Dante nel XIV Canto dell’Inferno della sua Divina Commedia. A pochi passi dall’Hotel Salus, esattamente davanti alle sorgenti del Bulicame, incontriamo inoltre l’Orto Botanico di Viterbo, un meraviglioso esempio di come la presenza delle acque sulfuree hanno permesso alla flora di crescere rigogliosa, sotto la saggia ed esperta gestione dell’Università degli Studi della Tuscia.

A pochi chilometri, continuando la nostra ricerca delle sorgenti termali della Tuscia, abbiamo modo di andare alla scoperta della vasta zona naturalistica e archeologica rappresentata dal Parco di Vulci.

L’area era un tempo una grande cittadina etrusco-romana, paragonabile per potenza e importanza alle grandi metropoli di oggi, è oggi ricca di resti di edifici, tombe e siti da visitare, immersi in un grande parco famoso per la grande presenza di flora e fauna locale.

Nei suoi pressi, inoltre, avremo modo di visitare alcuni dei borghi più tipici della Tuscia, come quello di Canino, celebre per la produzione di uno degli oli extravergine più famosi e premiati al mondo e quello di Tessennano, il più piccolo comune della provincia di Viterbo, incastonato tra la natura e sviluppatosi sulla tipica roccia tufacea.

Altro luogo tutto da scoprire, legato allo sviluppo urbano e termalistico tipico dei Romani, è datoci anche dalla limitrofa città di Tuscania. Il paese, ricco di storia e noto per possedere una delle cinte murarie più belle e meglio conservate della provincia, sorge nei pressi dell’area archeologica della Tomba della Regina. Proprio qui, possiamo ancora oggi osservare i resti di quello che veniva chiamato Bagno della Regina, un luogo vicino al sacro, le quali acque termali un tempo avevano la funzione di purificare coloro che decidevano di immergervisi.

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