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L’arte culinaria della Tuscia, tra sagre ed eccellenze del territorio

Tuscia, terra di antiche tradizioni che affondano le loro radici fino a raggiungere gli Etruschi e i Romani. Una terra dal clima mite, protetta dai monti est e dalla brezza marina a ovest. Una terra ricca di colture antiche, come quella dell’olivo e della vite… ma non solo.

Sono molte di più di quelle che si pensa, in realtà, le ricchezze enogastronomiche del Viterbese. Veri e propri tesori che meritano di essere scoperti a uno a uno, assaggio dopo assaggio.

L’antica tradizione dell’olio extravergine d’oliva

Risalente a una tradizione etrusca, e quindi millenaria, la produzione di olio extravergine nella Tuscia è di sicuro tra le più rinomate al mondo. Oli come il Caninese, originario dell’omonimo territorio del comune di Canino, continuano a rendere famosa la Tuscia di anno in anno grazie a riconoscimenti di fama mondiale. A tenere alto il marchio di quest’olio e delle altre cultivar tipiche della zona, ci pensano le molte aziende agricole presenti ovunque nel Viterbese.

È grazie ad esse che possiamo ancora oggi assaporare quei sapori che oltre duemila anni fa convinsero gli stessi Etruschi a popolare queste zone, sapori che possiamo riscoprire oggi. Possiamo farlo, per esempio, visitando l’azienda biologica Petrignanum, che ha fatto dell’olio e dell’accoglienza dei turisti la propria missione, concedendo la possibilità di sperimentare le caratteristiche del piccante e dell’amaro tipiche degli oli prodotti.

Oppure, potremmo scegliere di provare di persona l’olio EVO “…diNotte”, vincitore della Gold Medal 2020 e presente nelle maggiori guide mondiali del settore, come quella del Gambero Rosso. Sarà sufficiente raggiungere il Frantoio Presciuttini a Montefiascone, dove il proprietario Pierluigi, potrà raccontarci di persona la passione che giornalmente infonde nel suo grande oliveto. Poco distante, potremmo anche fare la conoscenza con Annalisa e Mauro Torzilli e della loro azienda Il Molino, che da oltre 300 anni si prende cura di cultivar di Canino, Frantoio, Leccino e Pendolino, permettendo ai visitatori di sperimentare anche la loro grande ospitalità con camere realizzate all’interno dei casali storici dell’azienda.

Sulle colline del lago di Bolsena, invece, avremo modo di rilassarci e conoscere più da vicino il frantoio Antica Tuscia della famiglia Battaglini. Qui, su delle placide colline, Andrea e Stefano, con il loro padre Bruno, producono un olio dal sapore armonico, con delle giuste note di amaro e pungente al punto giusto… ideale per ciascuno dei piatti della cucina tipica locale, che fa dell’olio il suo fulcro.

Raggiungendo Cellere, borgo medievale tutto da scoprire e cuore del “Sentiero dei briganti”,  avremo infine modo di deliziarci con i prodotti dell’Azienda Agricola Pantalissi, dove la produzione olio extravergine è affiancata da quella di uova, confetture e pasta fresca.

Alla scoperta dei sapori locali con sagre e feste

Accanto a questa produzione eccellente di olio, la Tuscia è assai nota anche per essere patria di un numero sterminato di sagre ed eventi a base culinaria, dove – ovviamente – l’olio extravergine non può mai mancare.

Nessun periodo dell’anno può definirsi “spento” nel Viterbese. Da gennaio a dicembre, anzi, mille eventi non mancano di attirare visitatori in cerca di nuovi sapori da gustare e tradizioni popolari da riscoprire.

Le prime ad affacciarsi a ogni nuovo anno sono la Sagra della Frittella e quella della Piziantella, entrambe nel mese di gennaio, che si svolgono rispettivamente nella ricca di storia Tuscania e a Monterosi, borgo posto sulla Via Francigena e noto per lago di Monterosi, immerso nella natura.

I mesi di febbraio e marzo saranno invece dedicati alle molteplici feste di carnevale che colorano la Tuscia. Tra tutte è doveroso menzionare il Carnevale di Ronciglione, borgo storico che si affaccia sul meraviglioso lago di Vico e che è circondato dai Monti Cimini, tra parchi e riserve naturali.

Ad aprile, l’appuntamento da non perdere è quello della Festa dell’Asparago di Canino, comune limitrofo al litorale e assai noto per essere la vera patria dell’Olio Caninese, tra i più famosi al mondo.

Nel periodo pasquale, nello specifico il giorno del Mercoledì delle Ceneri, potremo andare alla scoperta di Gradoli, paese che si affaccia sulle sponde del lago di Bolsena e che, in questo giorno, ospita il Pranzo del Purgatorio, un pranzo a base dei prodotti tipici del luogo, come i noti Fagioli del Purgatorio.

Il mese di maggio tornerà a essere uno dei periodi di “punta” nella Tuscia. Si parte con la Festa del 1 Maggio a Cellere, ricca di gare enogastronomiche e caratterizzata dall’organizzazione di visite guidate per esplorare i magnifici dintorni, famosi per ospitare “Il Sentiero dei Briganti”. Proseguiamo, poi, con la Festa dei Pugnaloni di Acquapendente, una festività folcloristica antichissima, che viene celebrata colorando l’intero borgo con mosaici realizzati con petali di fiori. Un’occasione fantastica per visitare la Tuscia in questo periodo e recarsi, nel medesimo periodo anche a Onano, paese delle “lenticchie sacre” per festeggiare la Festa di Primavera tra mille sapori e tradizioni locali. Sempre a maggio, nella vicina Grotte di Castro, potremo deliziarci con la Sagra del Tortello, scusa ideale per visitare l’intera area ricca di bellezze naturalistiche, siti archeologici, come la necropoli etrusca di Centocamere e molte dimore storiche.

Successivamente, potremo salutare l’arrivo dell’estate nel mese di luglio con la Sagra del Pizzicotto di Latera, pasta tipica del luogo e legata alle antiche tradizioni contadine lateranesi… occasione splendida per scoprire questo affascinante borgo “a chiocchiola”, arroccato su uno sperone di roccia adiacente alla Caldera di Latera, vallata d’origine vulcanica ricca di sentieri e foreste. Poco distante, il paese di Piansano potrà invece accoglierci con la sua vivacissima Festa delle Cantine, dedicata ai vitigni che animano le colline del territorio. Sempre a luglio, la nostra visita potrebbe proseguire facilmente recandoci sul lato est del lago di Bolsena, più precisamente nel borgo di Lubriano. Qui, affacciati sulla fantastica Valle dei Calanchi, a pochi passi da Civita di Bagnoregio, assaggeremo i vini di produzione locale durante l’annuale Festa del Vino.

Agosto, sarà invece occasione per tornare dapprima a scoprire il grande lago vulcanico di Bolsena. È proprio durante questo mese che alcuni dei suoi borghi più belli si colorano con feste e sagre molto vivaci. A Valentano, dove potremo ammirare dall’alto il bacino d’acqua in tutta la sua interezza, gusteremo le specialità locali con la Sagra dell’Agnello a Bujone. Poi, nella vicina San Lorenzo Nuovo, gioiellino architettonico della Tuscia, la Sagra degli Gnocchi renderà piene le nostre serate con squisitezze da leccarsi i baffi. Scendendo infine verso le sponde del lago, a Capodimonte, borgo storico arricchito da una lunghissima e verdeggiante passeggiata sul lungolago, gusteremo la specialità del posto con la Sagra del Coregone, pesce lacustre locale.

Sempre ad agosto, il nostro viaggio alla scoperta della Tuscia ci porterà a visitare il borgo più a nord della provincia, Proceno, porta d’entrata nel Viterbese per tutti i pellegrini della via Francigena. È qui che ci attenderà la Sagra della Bruschetta e dell’Aglio rosso, di produzione locale. A Ischia di Castro, tra necropoli etrusche e natura, la festa patronale di S. Ermete arricchirà la nostra esperienza con degustazioni, musica e tanto divertimento.

Sulla via Francigena, ma a sud della provincia, Capranica ci accoglierà invece con la Sagra del Cacciatore, festività dove potremo degustare molte prelibatezze a base di cacciagione. Nella piccola ma imperdibile Tessennano, potremo sperimentare la gustosa pasta e fagioli e divertirci con tanta musica durante la Sagra della Pasta e Fagioli. Farnese, infine, immersa tra boschi e nei pressi delle Cascate del Salabrone, saluterà il mese di agosto con la Sagra della Pastorizia, occasione unica per provare molti prodotti locali e specialità della Sardegna, grazie alla nutrita comunità sarda del luogo.

Un’infinità di piatti tipici da scoprire

Sono molti gli altri prodotti e piatti tipici locali che rendono la Tuscia un luogo da vivere a fondo. Prelibatezze come la famosa Acquacotta alla Viterbese, le frittelle di borragine, la zuppa di castagne e ceci, il fieno alla canepinese e gli gnocchi di ferro sono solo alcuni esempi della ricca tradizione popolare.

Gustare ogni prodotto, escludendo le sopraccitate sagre, è facile e per farlo non c’è occasione migliore di quella di visitare alcuni dei ristoranti, osterie ed agriturismi che sorgono ovunque sul territorio viterbese.

Potremo, per esempio, recarci al wine-relaise Il Podere di Marfisa, a Farnese, per assaporare le prelibatezze dell’osteria Unicorno e deliziarci con i vini tipici locali. Sul lago di Mezzano, nel comune di Valentano, ci accoglierà invece l’AgriSpa Frà Viaco, con i suoi mille prodotti a km0 e i piatti tipici della zona a base di carne, ortaggi e legumi.

A Bagnoregio, potremo arricchire la nostra visita alla “Città che muore” soffermandoci all’Hostaria C’era una volta, dove gli antichi sapori del luogo tornano in vita per deliziare il nostro palato in maniera indimenticabile. Anche a Bolsena, tra vicoli ricchi di botteghe e storia, nel ristorante dell’hotel di charme Il VesConte non mancherà occasione di assaporare alcuni dei piatti locali.

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